Selezione dall'antologia “Poesie 1994-2024”, Calibano Editore di Giovanni Peli

Dalla nostra terrazza fino a ottobre inoltrato entrano animali

abbiamo provato a tenerli in tutti i modi lontani

ma funziona meglio con gli esseri umani.

Gli animali non chiedono permesso né amore

ma si aspettano qualcosa da mangiare.

Gli animali vengono con le loro malattie

ma non chiedono esplicitamente di essere curati.

Arrivano quando hai già detto a tutti

“non terrò mai animali in casa mia”.

Vengono, guardano come vivi, e vanno via.

Si comportano come la poesia.

Fanno come le seccature della gioventù

che è davvero un fuoco ingestibile,

la strizzata d’occhio di una supernova

anche se l’hai passata a leggere La noia.

Il clima è cambiato, il corpo non è più lo stesso

si prende il suo tempo, toglie un po’ di colore.

Ma si concede ancora certe gioie:

stamattina immerso nella crema pasticcera

mi sono detto “finirò certamente all'inferno”.

Secondo me è un passo a due

questa danza dell’accogliere animali

forse perché in due siamo meno indolenziti

e perfino genitori.

Tutto bene se non graffia

e se non mi viene l’allergia.

Se vive e si gode tutto il tempo che può

e se non azzanna i canarini.

 

***

 

Sospesi i nostri sguardi benché ci amiamo

come le lucertole quando si fermano

il tempo non passa ma in fondo cos’è?

Sospesi i nostri progetti le estati

fermo il mare il volo delle api

nutriamo la vita col nulla

come se fosse una terra più sana

raccoglierà qualcuno domani

non sappiamo se umano o animale

le formiche si preparano da sempre

noi possiamo solo rinominare

le creature che il sole bacia ancora

e assistere a un miracolo consueto

che non ci comprende più.

 

***

 

Torneranno i lupi e gli orsi in città

falchi poiane marmotte camosci

i cervi fra le auto parcheggiate

e il riccio prenderà coraggio

camminerà a bordo strada da Brescia a Prato

gli occhi dei gatti non si infrangeranno

contro l’abbaglio dei fari

il tempo scorrerà senza misura

solo il buio della notte detterà legge

sui prati e gli alberi cresciuti

e quando i superstiti riapriranno la porta

per uscire a vedere il mondo cambiato

intoneranno il canto del merlo

senza cercare nessuna spiegazione.

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Giovanni Peli

Giovanni Peli è nato a Brescia nel 1978. Autore di libri e dischi. Bibliotecario. Ha fondato Lamantica Edizioni con la traduttrice Federica Cremaschi.
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